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  Bloggando il Corano: Sura 13, “Il Tuono”
Bloggando il Corano: Sura 13, “Il Tuono”
di Robert Spencer
La Redazione Monday 08 February 2010

Traduzione di PAOLO MANTELLINI

Come le Sure 6, 7, 10, 11, e 12, anche questa Sura risale alla fine del periodo Meccano, il primo periodo della carriera di Maometto come profeta. Il suo nome deriva da una frase nel v. 13, “il tuono ripete le sue lodi". Il tema principale è riassunto nel v. 1, in cui Allah dice a Maometto: "Questi sono i segni" – ayat, Versetti – "del Libro: ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore è la Verità; ma la maggior parte degli uomini non crede".

Ibn Kathir interpreta le quattro lettere Arabe che iniziano questo capitolo, e simili inspiegabili lettere all'inizio di molte Sure del Corano, come la conferma del suo carattere miracoloso: "Ogni Sura che inizia con lettere separate afferma che il Corano è miracoloso ed è una prova che il Corano è una rivelazione proveniente da Allah e non c'è dubbio o ambiguità in questo fatto". Non ostante il mistero di queste lettere, egli prosegue asserendo ancora che il Corano è "chiaro, semplice e preciso" e che "molti uomini non crederanno a causa della loro ribellione, testardaggine e ipocrisia". Il Tafsir al-Jalalayn e il Tanwîr al-Miqbâs min Tafsîr Ibn ‘Abbâs dicono che le "molte persone " che non crederanno, secondo il Versetto 1, sono il popolo della Mecca.

In che cosa dovrebbero credere? I Versetti 2-19 evidenziano il potere di Allah in ogni cosa. Allah "ha innalzato i cieli senza colonne che voi possiate vedere” (v. 2) – una immagine fisica che Ibn Kathir sviluppa in un modo altrettanto fisico: "La distanza tra il primo cielo e la terra è cinquecento anni da ogni direzione, e il suo spessore è pure cinquecento anni. Il secondo cielo avvolge il primo cielo da ogni direzione, comprendendo tutto quello che il precedente contiene, con uno spessore pure di cinquecento anni e una distanza fra loro di cinquecento anni".

Ciò non significa che l'Islam immagini un Allah fisico – l'Allah che "nessuna visione può comprendere” (6:103) e che è "più vicino della vena giugulare” (50:16) non è fisico, ma questo argomento è il soggetto di alcune polemiche tra Sunniti e Shi'ti. Alcuni addirittura sostengono che anche se Allah è più vicino della vena giugulare, tuttavia non è dappertutto. Alcuni Musulmani moderni argomentano che affermare diversamente significa cadere nel panteismo e nello shirk: l'associazione di partners ad Allah, il peccato capitale dell'Islam. Essi sostengono ciò per il fatto che Allah ha "montato il Trono” (v. 2; anche 7:54). L'Imam Abul Hasan al-Ash’ari (874-936) polemizzò contro la pretesa della setta Mu'tazilita, ispirata al razionalismo, che questo Versetto significasse che Allah era dappertutto. "Se fosse come loro affermano" domandò "allora che differenza ci sarebbe tra il Trono e la terra?" E l'esperto di Hadith del decimo secolo, Ibn Khuzaymah, dichiarò: "Chiunque nega che Allah sia sopra i Suoi cieli, sul Suo trono e che è distinto dalla Sua creazione, deve essere obbligato a pentirsi. Se non si pente, allora deve essere decapitato e buttato in una discarica di rifiuti, così che i Musulmani e Ahl-Dhimma (i Cristiani e gli Ebrei) non soffrano per il suo puzzo nauseabondo".

In tutto il creato ci sono "segni per chi riflette” (v. 3). I Versetti 2-4, 8-13, e 16-17 vedono il suo potere nella creazione: il sole e la luna sono a Lui sottoposti (v. 2, un Versetto da ponderare per chi assimila Allah con la dea della luna); Egli vede ogni cosa (vv. 8-9); Egli mostra all'umanità "il lampo, sia per atterrire che per dare speranza” (v. 12). Ma gli infedeli, perversi come al solito, chiedono a Maometto "di affrettare il male invece del bene” (v. 6) – cioè, gli chiedono, per prenderlo in giro, di far cadere su di loro la punizione divina, secondo il Tanwîr al-Miqbâs min Tafsîr Ibn ‘Abbâs, e pretendono miracoli (v. 7). Ogni credente, tuttavia, è custodito da angeli (v. 11). Ibn Kathir sostiene che ce ne sono quattro: due guardie, una davanti e una dietro e due che registrano le buone azioni e le cattive azione del Musulmano. Durante le preghiere, il credente saluta gli angeli che registrano le sue azioni, girandosi verso il suo fianco sinistro e il suo fianco destro e dicendo ogni volta "La pace sia con te".

Lo stesso Versetto suggerisce che la gente ha veramente il libero arbitrio: "Allah non cambia il destino della gente, a meno che loro non abbiano cambiato ciò che sta nei loro cuori” (v. 11). Il Tafsir al-Jalalayn spiega: “Allah non toglie loro la sua grazia – a meno che loro abbiano alterato lo stato della loro anima, dalla [loro] gradevole natura, a causa di un atto di disobbedienza". Eppure è difficile capire come questo si adatti all'idea che "se Allah avesse voluto, avrebbe potuto guidare tutta l'umanità” (v. 31); e “chi Allah allontana dalla retta via, nessuno lo può guidare” (v. 33); e altri brani che stabiliscono che la fede o la mancanza di fede di ciascuno dipendono dalla volontà di Allah (10:99-100). Nella storia Islamica l'idea del libero arbitrio fu dichiarata eretica molto presto. Il giurista Hanbali del dodicesimo secolo, Ibn Abi Ya’la, descrive così la setta dei Qadari, che sostenevano il libero arbitrio: "Essi sono quelli che pretendono di possedere in pieno la capacità di agire (al-istitâ`a = الإستِطاعَة), il libero arbitrio (al-mashî’a = المَشيئَة), e il potere effettivo (al-qudra = القُدْرَة). Essi considerano in loro potere la capacità di fare il bene o di fare il male, evitare il danno e ottenere il vantaggio, obbedire o disobbedire, essere guidati bene o male. Essi sostengono che gli esseri umani abbiano la piena iniziativa per le loro azioni, senza nessuna preventiva situazione secondo la volontà di Allah, o addirittura senza la Sua conoscenza delle loro azioni. La loro dottrina è simile a quella dei Zoroastriani e dei Cristiani. E' l'autentica radice dell'eresia".

I Versetti 20-43 ripetono temi familiari: i giusti entreranno in Paradiso (vv. 20-24, 35); chi rompe il patto con Allah sarà maledetto (v. 25); i miscredenti richiedono un segno (v. 27) e saranno puniti in questo mondo e nel prossimo (v. 34); i miscredenti associano partners ad Allah (v. 33) e respingono parti del Corano (v. 36), mentre i credenti fanno il contrario. Il Versetto 31, con il suo riferimento a "un Corano con cui si muovono le montagne, o la terra viene spaccata in pezzi, o i morti vengono fatti parlare", si riferisce alla richiesta dei miscredenti di un miracolo. Il Tafsir al-Jalalayn spiega che fu "rivelato quando loro gli dissero 'Se tu sei un [vero] profeta, allora fai scivolare via queste montagne della Mecca davanti a noi, e fai che fiumi e sorgenti zampillino al loro posto, così che potremo piantare e seminare e fai risorgere per noi i nostri antenati morti, per parlare con noi e assicurarci che tu sei un profeta". Ma anche se ciò fosse accaduto, loro non avrebbero creduto.

Il Tafsir al-Jalalayn dice che la frase "Allah cancella o conferma ciò che vuole: con Lui c'è la Madre del Libro” (v. 39) si riferisce al Corano: "Dio cancella, di questo [il Libro], qualsiasi cosa desidera e stabilisce in esso qualsiasi cosa desidera a proposito di regole o altri argomenti e presso di lui c'è la Madre del Libro, la sua [sorgente di] origine, di cui nulla è mai cambiato, e che consiste in ciò che Lui ha scritto fin dall'eternità (azal = أزَل)". Questa rimane la visione ortodossa del Corano: che è una perfetta, immutabile copia della Madre del Libro che è esistita da sempre con Allah.


Sura XIII

Ar-Ra'd

(Il Tuono)

Post-Eg. n°96. Di 43 versetti.

Il nome della sura deriva dal versetto 13.

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Alif, Lâm, Mîm, Râ. Questi sono i versetti del Libro. Ciò che è stato fatto scendere su di te, da parte del tuo Signore, è la verità, ma la maggior parte degli uomini non crede.

2. Allah è Colui Che ha innalzato i cieli senza pilastri visibili e quindi Si è innalzato sul Trono. Ha sottomesso il sole e la luna, ciascuno in corsa verso il suo termine stabilito. Ogni cosa dirige ed esplica i segni, sì che possiate avere certezza dell'incontro con il vostro Signore.

3. Ed Egli è Colui Che ha disteso la terra, vi ha posto montagne e fiumi, e di ogni frutto ha stabilito, in essa, una coppia. Fa sì che la notte copra il giorno. Ecco i segni per coloro che riflettono!

4. Sulla terra ci sono porzioni vicine le une alle altre, vigneti, campi di grano e palmeti a ciuffo o separati, che la stessa acqua irriga. Agli uni diamo, però, preminenza di frutti sugli altri. In ciò vi sono segni per coloro che capiscono.

5. Se ti stupisci, è davvero stupefacente il loro dire: “Quando saremo polvere, davvero passeremo una nuova creazione?”. Sono quelli che rinnegano il loro Signore e che avranno al collo, catene. Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo.

6. E ti chiedono di sollecitare il male, prima del bene! Eppure, prima di loro si produssero castighi esemplari. In verità, il tuo Signore è disposto al perdono degli uomini, nonostante la loro iniquità. In verità, il tuo Signore è severo nel castigo.

7. Dicono i miscredenti: “Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno, da parte del suo Signore?”. In verità tu non sei che un ammonitore, e ogni popolo ha la sua guida.

8. Allah conosce quello che cela ogni femmina, [conosce] la diminuzione degli uteri e il loro aumento. Ogni cosa ha giusta misura presso di Lui,

9. Egli è il Conoscitore dell'invisibile e del visibile, il Grande, il Sublime.

10. Per Lui non c'è differenza tra chi mantiene un segreto e chi lo divulga, tra chi si cela nella notte e chi si muove, liberamente, in pieno giorno.

11. Ci sono [angeli] davanti e dietro [ogni uomo] e vegliano su di lui, per ordine di Allah. In verità, Allah non modifica la realtà di un popolo, finché esso non muta nel suo intimo. Quando Allah vuole un male per un popolo, nessuno può allontanarlo; né avranno, all'infuori di Lui, alcun protettore.

12. Egli è Colui Che vi fa vedere il lampo, fonte di timore e speranza, Colui Che forma le nuvole pesanti.

13. Il tuono Lo glorifica e Lo loda, e così gli angeli insieme, nel timore di Lui. Scaglia i fulmini e colpisce chi vuole, mentre essi discutono su Allah, Colui Che è temibile nella Sua potenza!

14. A Lui [spetta] la vera invocazione! Quelli che invocano all'infuori di Lui, non rispondono loro in alcunché, sono come colui che tende le mani verso l'acqua affinché giunga alla sua bocca, ma essa non vi giunge: vana è l'invocazione dei miscredenti.

15. Volenti o nolenti si prosternano ad Allah coloro che sono nei cieli e sulla terra e anche le ombre loro, al mattino e alla sera.

16. Di': “Chi è il Signore dei cieli e della terra?”. Rispondi: “Allah!”. Di': “Prendereste all'infuori di lui, patroni che per se stessi non possiedono né il bene, né il male?”. Di': “Sono forse uguali il cieco e colui che vede, sono forse uguali le tenebre e la luce? Hanno forse associato ad Allah, esseri che creano come Allah ha creato, così che la loro creazione possa essere assimilata a quella di Allah?”. Di': “Allah è il Creatore di tutte le cose, Egli è l'Unico, il Supremo Dominatore”.

17. Fa scendere l'acqua dal cielo, e le valli si inondano secondo la loro capienza, e la corrente trasporta schiuma gorgogliante, una schiuma simile a ciò che si fonde sul fuoco, per trarne gioielli e utensili. Così Allah propone a metafora del vero e del falso: si perde la schiuma e resta sulla terra ciò che è utile agli uomini*. Così Allah propone le metafore.

*[ Paragonando la Rivelazione all'acqua che scende dal cielo, il Corano afferma che ogni uomo ne potrà ricevere nella misura della sua ricettività spirituale. L'acqua vivifica la terra, mentre la schiuma si perde, come la schiuma del metallo fuso sparisce e rimangono gli oggetti formati in quella fusione. Il fatto che inizialmente tali oggetti siano nascosti dalla schiuma può essere metafora della realtà magmatica e confusa della ricerca della fede, tensione all’interno della quale, il dono dell'Islàm, forgia le migliori qualità personali e i più alti valori sociali, solide caratteristiche destinate a durare nelle avversità e nel tempo]

18. Coloro che rispondono all'appello del loro Signore, avranno la migliore [ricompensa]. Quanto a coloro che non avranno risposto, se possedessero tutto ciò che è sulla terra e ancora altrettanto, lo offrirebbero per riscattarsi. Avranno il peggiore dei bilanci e l'Inferno sarà il loro rifugio. Qual tristo giaciglio!

19. Colui che sa che ciò che ti è stato rivelato da parte del tuo Signore è la verità, è forse come colui che è cieco? In verità, riflettono solo coloro che sono dotati d'intelletto,

20. coloro che si attengono al patto con Allah e non mancano all'impegno,

21. coloro che uniscono quello che Allah ha ordinato di unire, temono il loro Signore, paventano che il loro bilancio sia negativo,

22. coloro che perseverano nella ricerca del Volto del loro Signore, assolvono all'orazione, danno pubblicamente o in segreto di ciò di cui li abbiamo provvisti e respingono il male con il bene. Essi avranno per Dimora Ultima

23. i Giardini dell'Eden, in cui entreranno insieme ai probi tra i loro padri, le loro spose e i loro figli. Gli angeli andranno a visitarli, entrando da ogni porta

24. [e diranno]: “Pace su di voi, poiché siete stati perseveranti. Com'è bella la vostra Ultima Dimora”.

25. Coloro che infrangono il patto di Allah dopo averlo accettato, spezzano ciò che Allah ha ordinato di unire e spargono la corruzione sulla terra - quelli saranno maledetti e avranno la peggiore delle dimore.

26. Allah dà generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. Essi si rallegrano di questa vita che, in confronto all'Altra, non è che godimento effimero.

27. Dicono i miscredenti: “Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno, da parte del suo Signore?”. Rispondi: “In verità Allah allontana chi vuole e guida a Lui chi si converte,

28. coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Allah. In verità, i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah.

29. Coloro che credono e operano il bene, avranno la beatitudine e il miglior rifugio”.

30. Così ti inviammo ad una comunità, dopo che altre comunità erano passate, affinché recitassi loro quello che Noi ti abbiamo rivelato, ma essi rinnegano il Compassionevole.

31. Se ci fosse una recitazione che smuovesse le montagne, fendesse la terra e facesse parlare i morti... Invero l'ordine di tutte le cose appartiene ad Allah! Non vedono i credenti che Allah, se volesse, potrebbe guidare tutti gli uomini sulla retta via? E i miscredenti saranno colpiti da un cataclisma, compenso del loro agire, o [la disgrazia] sarà prossima alle loro case, finché si realizzi la promessa di Allah. In verità Allah non manca alla promessa.

32. Certamente i messaggeri che ti hanno preceduto sono stati scherniti, ma ho concesso una tregua ai miscredenti, quindi li ho afferrati. Come fu [duro] allora il [Mio] castigo!

33. Colui Che sorveglia ciò che ogni anima acquisisce [è forse simile alle vostre divinità]? Eppure Gli attribuiscono consoci. Di': “Nominateli [dunque]! Vorreste insegnarGli, quello che ignora della terra? Oppure [il vostro] è solo un modo di dire?”. Sì, la perfidia dei miscredenti è stata resa bella agli occhi loro ed essi sono stati allontanati dalla retta via. Chi è sviato da Allah, non avrà guida alcuna.

34. Saranno castigati in questa vita, ma il castigo dell'altra vita sarà schiacciante e non avranno difensore alcuno all'infuori di Allah.

35. È questo il Giardino che è stato promesso ai pii: vi scorrono ruscelli, perennemente vi sono frutti e ombra. Ecco il destino dei timorati [di Allah], mentre il destino dei miscredenti è il Fuoco.

36. Coloro ai quali abbiamo dato la Scrittura, si rallegrano di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, mentre fra le fazioni, vi è chi ne rinnega una parte.* Di': “Non ho ricevuto altro ordine che quello di adorare Allah, senza associarGli alcunché. Vi chiamo a Lui e verso di Lui tornerò”.

* [Molti cristiani ed ebrei dell'Arabia riconobbero facilmente nel Corano e nella predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) il naturale prosieguo della Rivelazione che era stata data a loro e si convertirono; altri invece si unirono tra loro e con i pagani per combattere l'Islàm e i musulmani]

37. E così abbiamo fatto scendere una norma in arabo. Se segui i loro desideri dopo quel che ti è giunto della Sapienza, non avrai, davanti ad Allah, né patrono, né difensore.

38. In verità, prima di te inviammo altri messaggeri e provvedemmo loro spose e progenie, ma nessun messaggero recò alcun segno se non con il permesso di Allah. Ogni epoca [ha avuto] la sua Scrittura.

39. Allah cancella quello che vuole e conferma quello che vuole. È presso di Lui la Madre del Libro.*

*[ la Madre del Libro”: presso Allah esiste “Al-lawhu al-Mahfûdh” (la Tavola ben vigilata), l'Archetipo Celeste del Libro Sacro]

40. Sia che ti mostriamo ciò che promettiamo loro, sia che ti facciamo morire prima, a te incombe il comunicare, a Noi la resa dei conti.

41. Non vedono forse che restringiamo i loro confini esterni?* Allah giudica, e nessuno può opporsi al Suo giudizio, ed Egli è rapido al conto.

*[ Molti commentatori tradizionali interpretano questo versetto come profezia delle grandiose conquiste territoriali dei musulmani]

42. Coloro che li hanno preceduti hanno tramato, ma ad Allah appartiene la strategia suprema. Egli conosce ciò che ogni anima ha meritato e ben presto i miscredenti sapranno a chi appartiene la Dimora Ultima.

43. Dicono i miscredenti: “Tu non sei un inviato”. Rispondi: “Mi basta Allah, testimone tra me e voi, Colui Che possiede la Scienza del Libro”.


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