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La Redazione
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Wednesday 01 September 2010 - 15:57:38
No alla lapidazione di Sakineh
Sakineh Mohammadi-Ashtiani, donna di 43 anni, madre di due figli, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione, dopo aver ricevuto come "punizione" pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, 99 colpi di frusta.
Il suo crimine, a detta delle autorità religiose di questo paese, sarebbe l'adulterio, che non è un crimine né un delitto, ma è solo una condanna per incutere timore alla altre donne ed alla libertà d'espressione che in questi paesi non esiste.
Firmate l'appello online di Repubblica.it al seguente link:
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Tuesday 31 August 2010 - 17:33:48
Sentite qua. L'Iran è quel paese dove frustare a sangue, impiccare e lapidare donne presunte adultere o gay presunti tali è una cosa buona e giusta. E' quel paese che dà della puttana alla Bruni, moglie di un Presidente di una nazione sovrana, e che afferma senza peli sulla lingua che andrebbe lapidata pure lei. Esiste un carrozzone che si chiama ONU dove l'Iran, il paese di cui sopra, dopo aver fallito per un pelo nell'ottenere un seggio nel Consiglio dei Diritti Umani, è stato eletto membro della Commissione per lo Status delle Donne. Lo sapevate questo? Ve ne frega qualcosa o no?
Ma vi rendete conto? Vi rendete conto in che mani è l'ONU? Da far accapponare la pelle! Un paese che lapida le donne che fa parte della commissione che dovrebbe proteggere le donne. Eppure non mi pare la cosa sconvolga più di tanto. Sveglia gente, sveglia donne, incazzatevi ogni tanto per queste cose, protestate, fatevi sentire perchè tra un pò potrebbe toccare anche a voi: lo so che non lo credete possibile, ma...
“L’Onu? Che Onu? L’Onu è la summa di tutte le ipocrisie, il concentrato di tutte le falsità. E’ una banda di mangia-a-ufo che a New York si permettono ogni infrazione legale in quanto posseggono l’immunità diplomatica. E’ una mafia di sottosviluppati e di imbroglioni che ci menano per il naso. Basti pensare che ai figli di Allah l’Onu ha consentito di non firmare la carta dei Diritti Umani e di sostituirla con la “Carta dei Diritti Umani in islam”. Vale a dire l’elenco degli orrori autorizzati o predicati dal Corano.”
Oriana Fallaci (Oriana Fallaci intervista sé stessa, pag.123).
Mastro Cecco
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Monday 30 August 2010 - 15:44:57
«La Casa Bianca sbaglia Tra Islam e Occidente lo scontro è di civiltà»
Che cosa hanno in comune le polemiche sulla costruzione di una moschea a due isolati da Ground Zero, l' espulsione di missionari americani dal Marocco all' inizio di quest' anno, il divieto, l' anno scorso, di costruire minareti in Svizzera e la recente proibizione di indossare il burqa in Francia? Sono quattro questioni che i media occidentali considerano legate alla tolleranza religiosa. Non è questo, però, il loro significato profondo. In realtà sono tutti sintomi di quello che il politologo di Harvard Samuel Huntington ha chiamato «lo scontro delle civiltà», in particolare lo scontro tra l' Islam e l' Occidente. Per chi ora ricorda solo il celebre titolo del suo libro, è utile riassumere le tesi di Huntington. Le componenti essenziali del mondo post-Guerra Fredda sono sette o otto civiltà storiche di cui l' occidentale, la musulmana e la confuciana sono le principali. L' equilibrio di potere tra queste civiltà, sosteneva Huntington, si sta spostando. Il potere dell' Occidente è in declino, l' Islam sta esplodendo demograficamente e le civiltà asiatiche - specie la Cina - sono in ascesa economica. Huntington diceva che sta emergendo un ordine mondiale in cui gli Stati che hanno affinità culturali collaboreranno tra loro e si raggrupperanno intorno agli Stati-guida della loro civiltà. Le pretese universalistiche dell' Occidente lo stanno sempre più spesso contrapponendo con le altre civiltà, particolarmente con l' Islam e la Cina. La sopravvivenza dell' Occidente dipende dal fatto che americani, europei e altri occidentali riaffermino l' unicità della civiltà che li accomuna - e si uniscano per difenderla dalle sfide altrui. Il modello di Huntington, soprattutto dopo la caduta del comunismo, non era stato accolto con favore. Più popolare era l' idea espressa da Francis Fukuyama nel suo saggio del 1989 «La fine della storia», secondo cui vi sarebbe stata una convergenza di tutti gli Stati su un unico standard istituzionale, la democrazia liberale capitalista, e non vi sarebbero più state guerre. Il presidente Obama, a modo suo, pare credere alla teoria del mondo unico. Nel discorso al Cairo del 2009 auspicava una nuova era di comprensione tra l' America e il mondo musulmano. Sarebbe stato un mondo fondato «sul reciproco rispetto... e sul riconoscimento del fatto che l' America e l' Islam non si escludono a vicenda e non sono in competizione. Anzi, i nostri Paesi hanno in comune molti principi». La speranza del Presidente era che i musulmani moderati avrebbero accettato volentieri questo invito a un rapporto di amicizia. La minoranza estremista - agenti non legati a uno Stato, come Al Qaeda - sarebbe poi stata isolata e colpita con i droni. Le cose non sono andate secondo i piani. Un perfetto esempio della futilità di questo approccio e della superiorità del modello di Huntington è il recente comportamento della Turchia. Secondo la concezione del mondo unico, la Turchia è un' isola di moderazione musulmana in un mare di estremismo. Vari presidenti americani hanno invitato l' Ue ad accogliere la candidatura turca basandosi su questo presupposto. Ma l' illusione che la Turchia sia l' amica moderata dell' Occidente nel mondo musulmano è andata in pezzi. Un anno fa il primo ministro turco Erdogan si è congratulato con l' iraniano Ahmadinejad per la sua rielezione, ottenuta con brogli eclatanti. La Turchia si è unita al Brasile nel cercare di allentare le pressioni condotte dagli americani per inasprire le sanzioni Onu volte a fermare il programma di armi nucleari dell' Iran. Ankara ha poi appoggiato la flottiglia di attivisti che voleva rompere il blocco israeliano di Gaza, dando a Hamas una vittoria d' immagine. Se non si può più contare sul fatto che la Turchia vada verso l' Occidente chi, nel mondo musulmano, potrebbe farlo? Tutti i Paesi arabi, ad eccezione dell' Iraq - una democrazia precaria creata dagli Usa - sono governati da despoti di vario tipo. E tutti i gruppi di opposizione che hanno un qualche sostegno significativo tra le popolazioni locali sono formati da organizzazioni islamiste, come i Fratelli Musulmani egiziani. In Indonesia e in Malaysia i movimenti islamisti chiedono un' estensione della Shariah. In Egitto la stagione di Hosni Mubarak volge al termine. Gli Usa dovrebbero appoggiare l' insediamento di suo figlio? Il resto del mondo musulmano accuserebbe l' amministrazione Obama di due pesi e due misure: perché elezioni in Iraq e non in Egitto? Gli analisti hanno osservato che in elezioni libere e regolari una vittoria dei Fratelli Musulmani non può essere esclusa. E l' Algeria? La Somalia? Il Sudan? È difficile pensare a un solo Paese a maggioranza musulmana che segua il copione del mondo unico. Quel che più avvalora il modello di Huntington è che riflette il mondo così com' è, non come vorremmo che fosse. Ci permette di distinguere gli amici dai nemici. Ci aiuta a identificare i conflitti interni a una civiltà, in particolare la rivalità storica tra arabi, turchi e persiani per la leadership del mondo islamico. Ma «divide et impera» non può essere la nostra sola politica. Dobbiamo riconoscere quanto l' avanzata dell' Islam radicale sia il risultato di una attiva campagna di propaganda. I sauditi hanno investito 2 miliardi di dollari all' anno per 30 anni per diffondere la loro versione del fondamentalismo islamico. La risposta occidentale è stata al confronto trascurabile. La nostra civiltà non è indistruttibile: ha bisogno di essere difesa attivamente. Questa è stata probabilmente l' intuizione più importante di Huntington. Il primo passo per vincere questo scontro di civiltà è cercare di capire come si stia muovendo l' altra parte - e liberarci dell' illusione del mondo unico. © GLOBAL VIEWPOINT (traduzione di Maria Sepa)
Hirsi Ali Ayaan
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Monday 23 August 2010 - 09:21:11
Un pò di storia...e buon Ramadan a tutti!
(...)
La loro preda più ambita è sempre stata l'Europa, il mondo cristiano, e vogliamo darci un'occhiata alla Storia che il signor Dudù vorrebbe controllare cioè cancellare? Fu nel 635 d.C. cioè tre anni dopo la morte di Maometto che gli eserciti della Mezzaluna invasero la cristiana Siria e la cristiana Palestina. Fu nel 638 che si presero Gerusalemme e il Santo Sepolcro. Fu nel 640 che conquistata la Persia e l'Armenia e la Mesopotamia ossia l'attuale Iraq invasero il cristiano Egitto
e dilagarono nel cristiano Maghreb cioè in Tunisia e in Algeria e in Marocco. Fu nel 668 che per la prima volta attaccarono Costantinopoli, le imposero
un assedio di cinque anni. Fu nel 711 che attraversato lo Stretto di Gibilterra sbarcarono nella cattolicissima Penisola Iberica, s'impossessarono
del Portogallo e della Spagna dove nonostante i Pelayo e i Cíd Campeador e i vari sovrani impegnati nella Reconquista rimasero per ben otto secoli.
E chi crede al mito della «pacifica convivenza » che secondo i collaborazionisti caratterizzava i rapporti tra conquistati e conquistatori farebbe
bene a rileggersi le storie dei conventi e dei monasteri bruciati, delle chiese profanate, delle monache stuprate, delle donne cristiane o ebree rapite
per essere chiuse negli harem. Farebbe bene a riflettere sulle crucifissioni di Cordova, sulle impiccagioni di Granada, sulle decapitazioni di Toledo
e di Barcellona, di Siviglia e di Zamora. (Quelle di Siviglia, volute da Mutamid, il re che con le teste mozze adornava i giardini del suo palazzo. Quelle
di Zamora, da Almanzor: il visir definito il-mecenate- dei-filosofi, il-più-grande-leader-che-la-Spagna- Islamica-abbia-mai-prodotto). Cristo! A invocare il nome di Gesù o della Madonna si finiva subito giustiziati. Crocifissi, appunto, o decapitati
o impiccati. E a volte impalati. A suonare le campane, lo stesso. A indossare un indumento verde, colore dell'Islam, idem. E al passaggio d'un mussulmano
i cani-infedeli dovevano farsi da parte, inchinarsi. Se il mussulmano li aggrediva o li insultava, non potevano ribellarsi. Quanto al particolare che i cani-infedeli non avessero l'obbligo di convertirsi all'Islam, sai a cosa era dovuto? Al fatto che i convertiti non pagassero le tasse. I cani-infedeli, invece, sì.
Dalla Spagna nel 721 passarono alla non meno cattolica Francia. Guidati da Abd al-Rahman, il governatore dell'Andalusia, varcarono i Pirenei, presero Narbonne. Vi massacrarono tutta la popolazione maschile, ridussero in schiavitù
tutte le donne e tutti i bambini poi proseguirono per Carcassonne. Da Carcassonne passarono a Nimes dove fecero strage di monache e frati. Da Nimes passarono a Lione e a Digione dove razziarono ogni singola chiesa, e sai quanto durò il loro avanzare in Francia? Undici anni. A ondate.
Nel 731 un'ondata di trecentottantamila fanti e sedicimila cavalieri arrivò a Bordeaux che si arrese immediatamente. Da Bordeaux si portò a Poitiers poi a Tours, e se nel 732 Carlo Martello non avesse vinto la battaglia di Poitiers-Tours oggi anche
i francesi ballerebbero il flamenco. Nell'827 sbarcarono in Sicilia, altro bersaglio delle loro bramosie. Al solito massacrando e profanando conquistarono Siracusa e Taormina, Messina poi Palermo, e in tre quarti di secolo (tanti ce ne vollero
per piegare la fiera resistenza dei siciliani) la islamizzarono. Vi rimasero oltre due secoli e mezzo, cioè fin quando vennero sloggiati dai Normanni, ma nell'836 sbarcarono a Brindisi. Nell'840, a Bari. E islamizzarono anche la Puglia.
Nell'841 sbarcarono ad Ancona. Poi dall'Adriatico si riportarono nel Tirreno e durante l'estate dell'846 sbarcarono ad Ostia. La saccheggiarono, la incendiarono, e risalendo le foci del Tevere giunsero a Roma. La misero sotto assedio e una
notte vi irruppero. Depredarono le basiliche di San Pietro e di San Paolo, saccheggiarono tutto il saccheggiabile. Per liberarsene, Papa Sergio II dovette impegnarsi a versargli un tributo annuo di 25 mila monete d'argento. Per prevenire altri attacchi, il suo successore Leone IV dovette rizzare le mura leonine.
Abbandonata Roma, però, si piazzarono in Campania. Vi restarono settant'anni distruggendo Montecassino e tormentando Salerno. Città nella quale, a un certo punto, si divertivano a sacrificare ogni notte la verginità di una monaca. Sai dove? Sull'altare della cattedrale. Nell'898, invece, sbarcarono in Provenza. Per l'esattezza, nell'odierna Saint-Tropez. Vi si stabilirono, e nel 911 varcarono le Alpi per entrare in Piemonte. Occuparono Torino e Casale, dettero fuoco alle chiese e alle biblioteche,
ammazzarono migliaia di cristiani, poi passarono in Svizzera. Raggiunsero la valle dei Grigioni e il lago di Ginevra, poi scoraggiati dalla neve fecero dietro-front. Tornarono nella calda Provenza, nel 940 occuparono Tolone e... Oggi è
di moda battersi il petto per le Crociate, biasimare l'Occidente per le Crociate, vedere nelle Crociate un'ingiustizia commessa ai danni dei poveri mussulmani
innocenti. Ma prima d'essere una serie di spedizioni per rientrare in possesso del Santo Sepolcro, le Crociate furono la risposta a quattro secoli di invasioni occupazioni angherie carneficine. Furono una controffensiva per bloccare l'espansionismo islamico in Europa.
Oriana Fallaci, La forza della ragione
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Thursday 12 August 2010 - 17:59:05
E adesso lo bloggo io il Corano
E se Dio vuole, ma anche se non vuole, ho finito di leggere il Corano. Il primo commento che mi viene è: che palle sto libro!Più di una volta sono stato tentato di lasciar perdere. Ma io sono un dannato infedele e per di più non leggendolo in arabo tutta la melodia va a farsi friggere, anche se un libro sacro andrebbe giudicato per ciò che dice e non per la sua presunta musicalità. E’ un’esperienza che vi consiglio di fare, se non ne avete una copia potete leggerlo direttamente nel sito. Comunque sia, il Corano è presto riassunto dato la ridondanza degli argomenti, ecco alcuni punti fermi:
Allah è grande e onnipotente, e fin qui ci può stare, ma sarà anche terribile con gli infedeli (agnostici, atei, seguaci di altre religioni) e già qui il libero arbitrio vacilla, perché cambiare religione è impossibile, parola di Maometto. Terrificanti poi le punizioni, roba da far concorrenza a Dante.
L’Islam dovrà assogettare tutti i popoli infedeli sviluppando le proprie potenze territoriali con ogni mezzo ( e sottolineo “con ogni mezzo”).
È palese, agli occhi di un cane infedele quale io sono, come alcune rivelazioni riferite al comportamento di Maometto servano solo ad avallare le sue azioni morali e politiche. Spesso i suoi seguaci pongono il problema e dopo, guarda caso, arriva la Sura data da Allah che fornisce la risposta. Per non parlare poi delle Sure che non reggono all’impatto con “il principio di non contraddizione” aristotelico e messe lì allo scopo di non dare discredito alle azioni del profeta facendogli perdere credibilità.
Altre Sure invece sono un vero e proprio incitamento all’odio e alla guerra.
Quanto agli Ebrei e ai Cristiani non hanno capito un bel niente. Anzi, questi dannati falsificatori hanno travisato il messaggio originario di Allah costringendolo a rifilarci un altro profeta, Maometto appunto, per rimettere le cose a posto. Perché, sia ben chiaro, tutti noi nasciamo musulmani (lo sapevate?) poi i cattivi maestri (sempre Ebrei e Cristiani) ci portano sulla cattiva strada.
Certo un paradiso di vergini è intrigante; per le donne invece, niente maschioni nell’al di là. D’altra parte esse non sono altro che “campi da arare”, immagine questa al limite della pornografia.
Quanto a Gesù, pace all’anima sua, niente di più che un buon uomo; ma scordatevi sia figlio di Dio e men che meno sia risorto dal regno dei morti, tanto più che lui non solo in croce non ci è mai andato (c’era un sosia) ma non è mai morto, bensì assunto in cielo.
Il Corano nega poi qualsiasi validità alla SS Trinità, di più, affermarla equivale ad una bestemmia.
E qui mi viene una riflessione: se togliamo Gesù e togliamo la Trinità il Cristianesimo sparisce e quindi, a logica, Islam e Cristianesimo sono due religioni inconciliabili alla faccia delle animelle belle che vorrebbero tentare una conciliazione in nome del "abbiamo tutti la stesso Dio".
E anche la storia di Abramo nel Corano è del tutto diversa. Secondo Maometto, Abramo lasciò la moglie Sara per intrighi con Agar, la schiava, e se ne andò con Ismaele e Agar, abbandonando Isacco con la mamma. Questo giusto per fare un esempio, ma ce ne sono altri.
E che dire di Maometto? Semplice: da umile e perseguitato profeta de La Mecca, diventa il conquistatore spietato e orgoglioso di Medina. Ecco perché le Sure “Meccane” sono più morbide di quelle “Medinesi”. Comunque Maometto fa una grandissima furbata: si dichiara l’ultimo sigillo dei profeti e preclude così la possibilità di interventi futuri verso la sua religione. In pratica ha blindato l’Islam!
E già che ci siamo veniamo a La Mecca, prima città santa dell’Islam.
Nel 630 con 10.000 uomini la conquista e seduto su un cammello cavalca per sette volte intorno alla Ka’ba prendo possesso della “pietra nera”.
La Ka’ba è un piccolo tempio nel cortile della grande moschea de La Mecca in Arabia Saudita. Ha la forma di cubo costruita in pietra grigia e in marmo. Sul lato orientale delle Ka’ba, c’è la pietra nera, uno degli oggetti più sacri dell’Islam.
Consiste di tre grandi pezzi e di alcuni frammenti circondati da un anello di pietra tenuti assieme da una fascia d’argento. Ci sono varie leggende su questa pietra, per noi occidentali è un semplice meteorite, d’altra parte cosa dobbiamo aspettarci da dei maledetti infedeli?
Concludendo, trovo davvero incredibile come un libro così abbia potuto fare così tanti danni!
Mastro Cecco
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Wednesday 14 July 2010 - 18:48:36
Il Programma politico di chi ha vinto le elezioni
Lasciamo qui le parti programmatiche di chi ha vinto le elezioni relative alle tematiche che ci stanno particolarmente a cuore, quali terrorismo, immigrazione clandestina, rapporti con l'Islam, sicurezza del cittadino.
http://www.camelotdestraideale.it/index.php/2008/02/25/
Qui abbiamo estrapolato alcuni dei passaggi più significativi
Nel programma de Il popolo della Libertà troviamo scritto:
Sicurezza e legalità.
Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006, con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti, per attuare i seguenti punti:
a) Sicurezza sul territorio. Rafforzare la prevenzione dei cosiddetti “reati diffusi” (furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, etc.), che in realtà soprattutto per chi ha di meno sono grandi reati, attraverso una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e l’uso di strumenti tecnici di protezione (videocamere). Rilanciare la polizia di prossimità, i poliziotti e i carabinieri di quartiere per garantire, soprattutto nelle periferie delle arre urbane, la sicurezza nelle strade e la lotta al degrado metropolitano;
c) Incrementare la prevenzione nei confronti del terrorismo interno e internazionale. Individuare e contrastare gli aderenti alle cellule terroristiche presenti sul territorio italiano. Stretto controllo delle moschee collegate alla predicazione ultrafondamentalista;
d) Contrastare il terrorismo interno individuando le sacche residue di brigatismo e di anarco-insurrezionalismo. Tutelare l’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” (gli espropri proletari, l’aggressione alle forze dell’ordine e le devastazioni delle nostre città);
e) Rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, intensificando le politiche comuni europee e la collaborazione con i paesi di origine o di transito degli immigrati per bloccare i flussi incontrollati. Per le quote programmate di ingresso in Italia dare precedenza ai paesi che garantiscano la reciprocità dei diritti, che impediscono dal proprio territorio la partenza di clandestini e che accettano programmi comuni di formazione professionale prima delle partenze regolari verso l’Italia. Rafforzare e moltiplicare i Cpt (centri di permanenza temporanea) per l’identificazione e l’espulsione di clandestini. Eliminare le disposizioni del governo Prodi che hanno facilitato l’ingresso dei clandestini;
f) Per l’integrazione dell’immigrazione regolare, confermare il collegamento stabilito nella Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contrastare lo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Curare progetti di inserimento scolastico che puntino alla conoscenza della lingua italiana, della nostra cultura e delle nostre leggi fondamentali. Contrastare con forza ogni forma di sfruttamento dei minori e delle donne;
g) Contrastare nelle aree urbane ogni forma di insediamento abusivo di nomadi e in generale di persone senza fissa dimora. Allontanare tutti coloro che, anche se cittadini comunitari, siano privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza;
h) Unificazione in un unico testo di legge delle varie norme in favore delle vittime dei reati, in modo da evitare ogni discriminazione ed esclusione dai trattamenti risarcitori;
i) Garantire la certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta, escludendo sconti di pena per i recidivi e per coloro che hanno commesso reati di particolare gravità e allarme sociale. Per i reati minori prevedere pene alternative al carcere, quali i lavori socialmente utili, al fine del reinserimento sociale del condannato
Qui http://www.leganord.org/elezioni/2008/5punti/default.asp invece potete leggere le 5 risoluzioni che rappresentano le priorità della Lega Nord da cui vi estrapoliamo alcuni passaggi relativi all'immigrazione:
1)ampliare i poteri dei Sindaci affinché l’azione di contrasto all’immigrazione
clandestina sia quanto più effettiva e adeguata alle diverse realtà locali e sia
garantito un reale e capillare controllo del territorio;
2)riconoscere il potere di espulsione dei clandestini al Sindaco;
3) rendere più rigorosi i requisiti di ingresso per i cittadini extracomunitari,
subordinando il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno all’acquisizione
dei rilievi fotodattiloscopici dei richiedenti ed al superamento di un test di
conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni;
4) garantire la certezza della pena e potenziare il sistema carcerario, facendo
scontare agli stranieri le condanne nei loro Paesi d’origine;
5) prevedere che nelle moschee sia usata la lingua italiana;
6) consentire i ricongiungimenti familiari solo in seguito all’esito di un test del
DNA che accerti, in maniera inequivocabile, l’effettivo vincolo di parentela dei
soggetti richiedenti;
7) non concedere il diritto di voto ai cittadini extracomunitari per le elezioni
amministrative e politiche;
8) consentire l’acquisizione della cittadinanza solo a chi risiede
ininterrottamente in Italia da almeno dieci anni e abbia anche superato un
esame di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni, che attesti
l’effettiva integrazione del soggetto nella comunità ospitante;
9) vietare la celebrazione di matrimoni in assenza del permesso di soggiorno;
ORA CI ASPETTIAMO CHE VENGA REALIZZATO!
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Thursday 10 January 2008 - 19:05:14
Il Protocollo di Hérouxville
Un po’ di tempo fa, un grazioso paesino canadese, la municipalità di Hérouxville per la precisione,(http://municipalite.herouxville.qc.ca/) pubblicò quello che Noi abbiamo ribattezzato “Protocollo di Hérouxville”; in sostanza delle norme per facilitare l’integrazione di tutte quelle persone che avevano intenzione di stabilirsi proprio lì. In particolare volevano informare i nuovi arrivati che lo stile di vita che si erano lasciati alle spalle nel loro paese natale non poteva essere trasferito da loro e che avrebbero dovuto adattarsi alla loro nuova identità sociale.
Noi abbiamo tradotto il tutto e ve lo proponiamo.
Ordinanza del sindaco e dei 6 consiglieri di Hérouxville, eletti democraticamente.
Municipalità di Hérouxville
Le Norme.
Le nostre donne
Noi riteniamo che uomini e donne abbiano lo stesso valore. Ciò premesso noi crediamo
che una donna possa:guidare una macchina, votare, firmare assegni ballare, decidere per se stessa, esprimere le sue proprie idee, vestirsi come le garba rispettando naturalmente la decenza democratica, andare in giro da sola in luogo pubblico, studiare, avere un lavoro avere delle sue proprietà e qualunque altra cosa possa fare un uomo. Queste sono le nostre regole e il nostro modo di vivere.
Ma uccidere le donne in lapidazioni pubbliche o bruciarle vive non fa parte delle
nostre norme di vita.
I nostri bambini
Ci si aspetta che i nostri figli frequentino scuole pubbliche o private per assicurare
il loro sviluppo sociale ed aiutarli ad integrarsi nella nostra società. Nessuna forma
di violenza verso i bambini è accettabile.
Le nostre festività
Noi ascoltiamo musica, beviamo bevande alcooliche in luoghi pubblici o privati, anche
balliamo e alla fine di ogni anno decoriamo un albero con palle colorate, fili d'argento e luci. Tutto questo si chiama normalmente "decorazioni natalizie" o anche "albero di natale".Ci permette di rallegrarci nel rivivere il nostro retaggio nazionale. Questa non è necessariamente una festa religiosa.
Queste festività sono autorizzate in pubblico, nelle scuole, istituzioni e anche in privato.
Il nostro Servizio Sanitario
Nelle nostre case per anziani uomini e donne vengono curati da uomini e donne competenti. Facciamo notare che non esiste legge votata democraticamente che vieti che un uomo curi una donna o una donna curi un uomo.
Nei nostri ospedali, poliambulatori e dispensari medici donne possono curare uomini e donne, analogamente ai dottori maschi. Lo stesso principiosi applica per gli infermieri, pompieri e paramedici.
Questo personale competente non deve chiedere permesso per effettuare trasfusioni o qualunque altra cosa necessaria a salvare una vita.
Da tempo è concesso agli uomini di entrare in sala parto per assistere alla nascita dei loro figli. Sono stati con le loro mogli a corsi prenatali per aiutarle in questo compito.
Nei luoghi già menzionati vengono dati ai pazienti cibi tradizionali. C'è spesso musica in sottofondo. Ci sono settimanali o giornali a disposizione e ogni altro strumento multimediale che mostra il nostro spirito di comunità e il nostro modo di vivere.
La nostra educazione
Nelle nostre scuole uomini e donne, personale regolarmente abilitato, insegnano ai nostri figli.
Gli insegnanti maschi e femmine possono insegnare a ragazzi e ragazze senza alcuna discriminazione sessuale. Non devono vestirsi in maniera particolare per i loro compiti.
Nelle nostre scuole i ragazzi non possono portare nessuna arma vera o giocattolo,
simbolica o no. I ragazzi possono cantare fare sport o giochi di gruppo. Per promuovere il decoro ed evitare tutte le discriminazioni alcune scuole hanno adottato una divisa standard che viene fortemente consigliata.
Negli ultimi anni per evitare influenze o orientamenti religiosi non esistono luoghi
disponibili per la preghiera o altra forme rituali.
Inoltre in molte delle nostre scuole non è permesso pregare. Insegniamo molta scienza e poca religione.
Nei nostri edifici scolastici sia pubblici che privati generalmente alla fine dell'anno
potrete forse vedere "decorazioni natalizie" o "alberi di natale". I bambini potrebbero anche cantare "canzoncine natalizie", se lo desiderano.
Molte delle nostre scuole hanno delle mense che servono cibi tradizionali. Gli studenti possono decidere di mangiare altrove.
Nelle nostre scuole è insegnata la storia del Quebec. Ci sono anche lezioni di biologia.
I nostri sport e gli svaghi
Da lunghissimo tempo ragazzi e ragazze hanno fatto gli stessi giochi e spesso insieme.
Per esempio, se voi veniste a casa mia noi potremmo mandare i ragazzi a nuotare
insieme in piscina; non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Potreste vedere uomini e donne sciare insieme sulla stessa collina nello stesso tempo; non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Vedreste anche uomini e donne giocare insieme a hockey; non sorprendetevi
di quello che per noi è normale.
Nelle nostre piscine pubbliche abbiamo bagnini sia maschi che femmine per la nostra sicurezza, per proteggerci da un eventuale annegamento. Non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Tutte le leggi in essere che permettono queste cose hanno seguito un processo
democratico. Dovreste apprezzare questo nuovo stile di vita e condividere le nostre
abitudini e i nostri costumi.
La nostra sicurezza
Il nostro immenso territorio è controllato da poliziotti maschi e femmine della
"Surete du Quebec". Essi hanno sempre potuto interrogare, consigliare, contestare
o comminare multe a uomini e donne.
Non si può nascondere il proprio viso poichè deve essere [sempre] possibile indentificarvi in pubblico.
L'unica volta che ci si può mascherare o coprire il viso è durante Halloween.
Questa è una abitudine religiosa tradizionale alla fine di ottobre che celebra il giorno di Ognissanti, in cui i bambini si travestono e vanno di porta in porta a chiedere caramelle e offerte.
Tutti noi accettiamo di venire fotografati e che la foto venga collocata sulla nostra patente, scheda sanitaria e passaporto. Un effetto della democrazia.
Il nostro posto di lavoro
Gli impiegati devono rispettare le leggi governative che riguardano le condizioni di
lavoro. Queste leggi includono giornate di ferie ben note e accettate in anticipo
da tutti gli impiegati. Queste condizioni di lavoro sono negoziate democraticamente
e una volta accettate vengono rispettate dalle controparti. Nessuna legge o condizione lavorativa impone al datore di lavoro di fornire un posto per la preghiera o il tempo per queste attività durante l'orario di lavoro. Vedrete anche uomini e donne lavorare fianco a fianco. Portiamo, se richiesto dalla legge, elmetti di sicurezza nei luoghi di lavoro.
I nostri affari
I nostri affari sono governati da leggi municipali, provinciali e federali. Nel lavoro
uomini e donne lavorano insieme e servono la clientela sia che siano uomini o donne.
I prodotti venduti possono essere di qualsiasi tipo. Per esempio gli alimentari devono essere approvati da diversi enti governativi prima di poterli offrire al pubblico.
Si può osservare nello stesso negozio diversi tipi di carne, per esempio bue, pollo maiale e agnello.
Altri negozi offrono alla loro clientela la sede e il materiale per una palestra.
Questi ambienti hanno finestre così da consentire ai clienti di guardare fuori mentre
fanno esercizio. I clienti sono uomini e donne vestiti nel modo giusto per fare sport.
Le nostre famiglie
Vi renderete conto che entrambi i genitori provvedono ai bisogni dei bambini e che entrambi condividono la stessa autorità. I genitori possono appartenere alla stessa razza oppure no, venire dallo stesso paese oppure no, avere la stessa religione o no, anche essere dello stesso sesso o no.
Se un ragazzo o una ragazza vuole sposarsi essi possono, anzi hanno la libertà di scegliere chi sarà il coniuge. Il processo democratico si applica per assicurare tutte le libertà di scelta a tutti.
Nelle nostre famiglie ragazzi e ragazze mangiano insieme alla stessa mensa e mangiano lo stesso cibo. Possono mangiare ogni tipo di carne, verdura o frutta. Non si nutrono solo carne o solo verdura: possono mangiare entrambi contemporaneamente per tutto l'anno.
Altri punti
Potete anche vedere delle croci [in luogo pubblico] che ci ricordano il nostro passato. Fanno parte integrante del nostro patrimonio storico e come tali devono essere considerate.
Pubblicare tutte le leggi e le norme del Municipio di Hérouxville sarebbe un compito noioso.
Le norme qui pubblicate sono solo un esempio. I nuovi venuti in questa regione possono confrontarsi così con noi prima di decidere di stabilirsi qui.
Certamente, in quanto siamo stati eletti [ dal popolo] daremo ai nuovi venuti la sicurezza che le situazioni da cui sono fuggiti nel loro paese non succederanno nella nostra area.
Di conseguenza la tranquillità con cui viviamo sarà sempre in essere.
Deve essere ben chiaro che ogni persona o persone, gruppi legali o no che vorranno
modificare le nostre abitudini o costumi non potranno farli senza sottostare ad un
referendum che segua tutte le leggi in essere nelle nostre città o municipalità.
Questi referendum saranno tenuti a spese del richiedente (o dei richiedenti).
Firmato congiuntamente dal sindaco e 6 consiglieri di Hérouxville, tutti eletti
Democraticamente
Noi crediamo che tale “protocollo” contenga una colossale dose di buon senso e, debitamente adattato alle realtà italiane, potrebbe essere adottato anche dai nostri Comuni.
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Monday 17 December 2007 - 21:24:12
Le "Ragioni" di I.S.C.O. (Io Sto Con Oriana)
Stimolati a farlo da alcuni nostri lettori ecco, in sintesi, il nostro punto di vista sulla questione “Islam”. Pur senza nominarla mai, l’influenza del pensiero di Oriana Fallaci è evidente, senza di Lei il nostro livello di consapevolezza sulla questione non sarebbe mai arrivato a tanto!
1. ISCO nasce innanzitutto non per essere contro qualcosa o qualcuno, ma a favore della nostra cultura e identità Occidentale. Detto ciò, non possiamo fare a meno di vedere come sia in atto, in Italia e in Europa, un’invasione islamica. Questa non è solo un’opinione, è una constatazione, i fatti sono lì a dimostrarlo, i fiumi di parole sulla “rinascita dell’Islam” sono lì a dimostrarlo, le bombe sono lì a dimostrarlo, il proliferare di moschee e di centri culturali islamici sono lì a dimostrarlo, il numero sempre crescente di richieste da parte delle comunità islamiche (talvolta poste in modo arrogante) è lì a dimostrarlo, il numero di immigrati islamici che aumenta esponenzialmente è lì a dimostrarlo. L’obiettivo più o meno dichiarato è quello di trasformarci in Eurabia, di fare dell’Europa una terra islamica e chi non vede questo pericolo è miope o in malafede.
2. Noi prendiamo atto che, allo stato attuale, non esiste un “Islam moderato”, esistono musulmani moderati, ma questa è un’altra cosa. Un conto è la posizione del singolo, un’altra la posizione “istituzionalizzata”. Inoltre ci chiediamo: cosa significa l’espressione “Islam moderato”? Che non mette le bombe? Basta dunque soltanto questo per meritarsi l’appellativo di moderato? E’ moderato un islamico che segrega la moglie, che la obbliga a portare il burkah o il velo, che la picchia o giustifica chi lo fa o magari ne tiene più d’una ? E’ moderato un islamico che prima di tutto ubbidisce al Corano e poi, forse, alle nostre leggi, basta che non siano in contrasto con la sua fede? E’ moderato un islamico che non denuncerebbe mai un altro islamico anche se sapesse che è colpevole di atti terroristici? E’ moderato un islamico che non riconosce a se stesso e ad un altro la possibilità di uscire dall’islam, di cambiare religione o di diventare ateo? E’ moderato un islamico che considera un reato l’apostasia? E’ moderato un islamico che non discrimina tra ciò che è peccato e ciò che è reato? E quanto è moderato l’Islam istituzionale, quello che conta, quello delle moschee, quello degli imam che spesso predicano odio, quello che non condanna mai in modo chiaro il terrorismo islamico? Temiamo che “l’Islam moderato” sia una categoria concettuale (vuota) puramente occidentale o che, in modo davvero paradossale, proprio noi finiamo per dare più spazio a chi di moderato non ha nulla a scapito di chi, magari timidamente, tenta di far sentire la sua voce.
3. Noi crediamo che in Europa sia sotto gli occhi di tutti il fallimento del “multiculturalismo” inteso come diritto di identità irriducibile di tutte le comunità, come relativismo assoluto, come ideologica affermazione che tutte le culture sono uguali, incomparabili, ingiudicabili. Vogliamo lasciare che nascano ghetti d’illegalità, d’intolleranza, d’odio? Che si crei uno stato dentro uno stato? Inizialmente a macchia di leopardo, ma poi magari basato su territori sempre più ampi? Il riconoscimento acritico della cultura altra, il multiculturalismo esasperato elevato ad ideologia può trasformarsi facilmente in una bancarotta morale, in passività. Il multiculturalismo non può diventare un asettico contenitore di legalità multiple, non può ispirarsi solo al “quieto vivere”, non può accontentarsi della semplice tolleranza, non può renderci ciechi, sordi, muti.
4. Noi riteniamo che l’Occidente, l’Europa, abbia il diritto all’auto difesa dagli attacchi terroristici, ma soprattutto abbia diritto ad una difesa culturale che salvaguardi la sua identità. Paradossalmente siamo molto più preoccupati dell’invasione culturale e religiosa lenta e strisciante che non degli attentati passati e - temiamo – futuri.
5. Noi siamo convinti che sia stato un grosso errore non riconoscere nella Costituzione Europea le radici Cristiane; il Cristianesimo è stato, dal punto di vista sociologico, la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto. Nessun’altra regge al confronto. Rispetto a lei tutte sembrano limitate. Senza il Cristianesimo ci saremmo scordati del Rinascimento e dell’Illuminismo; senza il Cristianesimo niente Rivoluzione francese, niente socialismo, niente liberalismo. Il Cristianesimo a cui facciamo riferimento è quello che ci appare come una maestosa scommessa che l’uomo fa con sé stesso, non tanto quello talvolta travisato o distorto dalla Chiesa cattolica o dalle Chiese protestanti, è il Cristianesimo che non corrisponde necessariamente a quanto afferma la Religione cristiana, nelle sua varie accezioni, Cattolica o Riformata o quant’altro. Neppure acconsentiamo a quel cristianesimo mal digerito e spesso utilizzato a rovescio di chi pretendeva di chiudere i cristiani in un bunker, chiuderne la porta e gettarne la chiave. Invece è quel Cristianesimo che crea punti di comprensione reciproca e di condivisione di obiettivi tra il credente, l’agnostico e l’ateo, quello che va oltre la metafisica e parla a tutti dell’uomo, di un’etica condivisibile, di un solidarismo responsabile. E di quell’uomo ne rivendica la coscienza, il libero arbitrio, la responsabilità, il destino. E’ il Cristianesimo che fa un elogio alla ragione, e quindi alla possibilità di scegliere e dove la scelta è consentita lì v’è libertà. Qui stanno i nostri principi, qui sta la nostra civiltà.
6. Noi proponiamo che si debba porre con forza la questione della reciprocità; non è più tollerabile tollerare gli intolleranti, non è più tollerabile l’uso strumentale che viene fatto delle nostre leggi liberali e democratiche, non è più tollerabile concedere tutto senza chiedere nulla in cambio. Ma allora, nel concreto, cosa occorrerebbe fare per dare sostanza al termine “reciprocità”? Innanzitutto esigere che gli stati occidentali chiedano:
• distinzione tra religione e stato
• pari dignità per uomini e donne, a qualsiasi livello
• libertà di culto per tutti nei paesi mussulmani
• libertà di conversione dall'Islam ad altre religioni
• libertà di costruire edifici di culto non islamici
• libertà di dire, stampare, insegnare altre visioni della realtà da quella islamica
• libere elezioni e libera dialettica democratica
7. Noi siamo dell’idea che, se davvero si vuole costruire una società di pace, l’islam debba smettere di prevaricare, debba accettare le conversioni come frutto di convinzione personale e non di pressioni e intimidazioni, debba accettare il confronto fatto con la forza delle argomentazioni e non con le minacce, debba lascare liberi i suoi fedeli di cambiare religione o di diventare atei, debba cancellare il reato di apostasia (un abominio nel terzo millennio), debba accettare una visione laica del mondo separando fede e politica, debba compiere lo sforzo di leggere i suoi libri sacri in chiave interpretativa e non letterale, debba accettare la piena parità tra uomo e donna. Fino a che ciò non accadrà l’islam resterà un problema (esiste un problema Buddismo? O Taoismo? O Cristianesimo? ). Noi, l’Europa, l’Occidente, dobbiamo aiutare questo processo senza debolezze o tentennamenti.
8. Noi constatiamo che, piaccia o non piaccia, è in atto uno scontro di civiltà, (usate pure altri termini linguistici se vi pare, ma la sostanza non muta) scontro che certamente va ricomposto il prima possibile e nel modo migliore. Il primo passo per fare questo però sta nel non avere paura ad ammetterlo, negarlo, rimuoverlo non aiuta, anzi rende il processo di ricomposizione più lungo e difficile, ci lascia in un pantano d’immobilismo e di fraintendimenti paralizzanti. La psicanalisi ci ha insegnato che per poter risolvere un problema occorre prima di tutto ammettere di avere un problema, se non lo ammettiamo a noi stessi non ne usciremo mai. D’altra parte la storia dell’Umanità è storia di contrasti e opposizioni, fa parte della categoria più pesante che domina il mondo, (e la filosofia questo la sa bene) ovvero il “divenire”.
9. Noi temiamo che l’Occidente, quello dei popoli che condividono gli stessi princìpi, valori, ideali, impegni religiosi stia attraversando un profondo periodo di crisi d’identità; per secoli ha coltivato la convinzione che la verità, la libertà, la democrazia, la tolleranza, il rispetto, la compassione, e molti altri valori collegati, fossero stati forgiati in un posto ma validi in tutti i posti. È da questa convinzione che sono nate le Carte, le Convenzioni, le Dichiarazioni sui diritti umani, che appunto si dicono universali, ad esempio quella delle Nazioni Unite. Oggi l'universalismo è entrato in crisi ed è stato rimpiazzato dal suo estremo opposto, il relativismo, una dottrina secondo la quale le tradizioni, le culture, le civiltà, sono sistemi autonomi e chiusi, ciascuna con propri criteri di valore e con proprie procedure di validazione. Ma se ci manca un credo, una fede, un legame spirituale, non potremo giustificare tutti quei nobili valori - la libertà, la democrazia, la tolleranza, il rispetto, la fratellanza, eccetera - che pure noi stessi professiamo e non potremo neppure proporli come esempio ad altri, visto che non ci crediamo neppure noi. Se smarriamo la nostra identità non potremo rispettarla e difenderla e neppure confrontarci con nessuno o intrattenere un dialogo con alcuno se, in partenza, sosteniamo che non c'è nessuna verità da affermare, nessun valore da preferire, nessun principio che valga la pena essere difeso.
10. Noi crediamo che l’Islam, alla fine, non prevarrà semplicemente perché, se rimane ciò che è ora, è contro Ragione, è contro l’innato senso dell’uomo di progredire e di andare avanti, è contro ogni logica, è uno stagno e alla fine uno stagno non può competere con l’oceano. Noi auspichiamo, speriamo, che alla lunga l’Islam perderà il confronto con l’occidente, imploderà, si frantumerà e diventerà una religione come le altre. Siamo ottimisti quindi? Nell’immediato no, ma nel futuro sì, non c’è alternativa, occorre esserlo per forza. Più l’Islam entrerà in commistione con l’Occidente più la sua forza diminuirà, verrà “contaminato”, criticato dall’interno, messo in discussione dagli stessi musulmani, dalle donne innanzitutto. La Storia ha un andamento ciclico, spesso fa strani giri, ma non torna mai indietro fino in fondo. Certo non possiamo pensare che tutto accada magicamente, dobbiamo metterci del nostro. Quello che ci domandiamo e che ci angustia è: quanto dovremo ancora pagare?
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La Redazione
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Tuesday 14 November 2006 - 12:12:06
Messaggi di cordoglio per Oriana da parte dei nostri lettori
All'interno della nuova sezione Arrivederci Oriana, riportiamo i messaggi che riceviamo in redazione di ora in ora. Per questioni tecniche, vengono compattati in più articoli.
Ringraziamo tutti i lettori! Fatevi sentire numerosi!
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La Redazione
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Friday 15 September 2006 - 23:16:22
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