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Cultura / Società

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A Israele
Oggi non canterò i morti, ma ricorderò i vivi, i combattenti, chi non morirà, chi si rifiuta di morire, chi risponde colpo su colpo, chi ha fatto fiorire il deserto, chi ha trasformato una landa desolata di sassi e scorpioni di cui non importava un fico a nessuno in un giardino fiorito.

Leggete le descrizioni che fanno di Gerusalemme e della terra promessa Voltaire e Mark Twain: una terra miserabile, desertica, quasi disabitata. Gerusalemme in mano ottomana? Una polverosa distesa di casupole e rovine, per un totale di 15000 abitanti se ci arrivavano. .

Chi ha veramente nel cuore il dolore per l’inferno creato in terra per il popolo di Israele, ama il piccolo stato che ne porta il nome.

Tra tutte le forme di razzismo, la più ignobile, la più terribile, ancora più terribile del mio popolo in catene è negare al piccolo stato di Israele il diritto di esistere, perché fuori da quello stato, sempre, gli ebrei saranno a rischio di genocidio ( Martin Luter King)

Di esistere e di difendersi.

Silvana De Mari


Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Wednesday 27 January 2010 - 18:28:11
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Sura IX Il Pentimento
Sura IX

At-Tawba

( Il Pentimento o la Disapprovazione)


Questa sura, penultima ad essere rivelata, ha due nomi che derivano dai versetti 1 (Il disconoscimento) e 118 (Il pentimento). Sua particolarità il fatto che, unico caso in tutto il Corano, non inizia con la basmala (In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso). E’ possibile che questa omissione sia relativa alla considerazione generale del contenuto della sura, che denuncia inequivocabilmente ogni accordo di non aggressione stipulato con i pagani, vieta loro il pellegrinaggio alla Mecca, la frequentazione del Sacro Tempio e interdice la preghiera sulle loro spoglie mortali.

29. Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo*, e siano soggiogati.[/size]

In riferimento al notissimo Patto di Omar, un accordo stipulato, secondo la tradizione Islamica, tra il Califfo Omar, che governò i Musulmani tra il 634 e il 644, e una comunità Cristiana e che molti teorico della jihad del ventesimo secolo vogliono ripristinare, I Cristiani non possono:

1. Costruire "un monastero, una chiesa o un santuario per i monaci”;
2. “Riparare qualsiasi luogo di culto che necessiti di restauri”;
3. Usare questi luoghi “per scopi di inimicizia versi i Musulmani”;
4. “Nascondere spie contro i Musulmani nelle nostre chiese e nelle nostre case o occultare inganni [o tradimenti] contro i Musulmani”;
5. Imitare “gli abiti, i cappelli, i turbanti, i sandali, le acconciature, il modo di parlare, i soprannomi e i titoli dei Musulmani”;
6. “Cavalcare sulla sella, allacciare spade sulle spalle, procurarsi armi di qualsiasi tipo o portare queste armi”;
7. “Scrivere le nostre insegne in Arabo”
8. “Vendere liquori” – I Cristiani in Iraq negli ultimi anni si scontrarono con i Musulmani che riaffermavano questa regola;
9. “Insegnare il Corano ai nostri figli”;
10. “Rendere pubbliche le pratiche di Shirk” – cioè, di associare compagni ad Allah, tipo considerare Gesù figlio di Dio. In altre parole, le pratiche religiose Cristiane o di altri culti, saranno private, se non addirittura praticate di nascosto;
11. Costruire “croci all'esterno delle nostre chiese e ostentare le croci e i nostri libri in pubblico nelle fiere e nei mercati dei Musulmani” – ancora, il culto Cristiano non deve essere pubblico, dove i Musulmani possono vederlo ed esserne irritati;
12. “Suonare le campane nelle nostre chiese, eccetto che con discrezione, o alzare la voce recitando le nostre preghiere entro le nostre chiese, alla presenza di Musulmani, né alzare le nostre voci [in preghiera] durante i nostri funerali, o accendere torce durante le nostre processioni funebri nei quartieri dei Musulmani o nei loro mercati”;
13. “Seppellire i nostri morti vicino a quelli dei Musulmani”;
14. “Comperare schiavi catturati dai Musulmani”;
15. “Invitare nessuno allo Shirk” – cioè, fare proseliti, benché i Cristiani fossero già d'accordo;
16. “Ostacolare chiunque dei nostri compagni ad abbracciare l'Islam, se così decidesse”. Così i Cristiani possono essere oggetto di proselitismo, ma loro non possono diffondere la loro religione;
17. “Picchiare un Musulmano”.



Invece i Cristiani devono:

1. Permettere ai Musulmani di riposare “nelle nostre chiese, sia di giorno che di notte”;
2. “Aprire le porte [delle nostre case di preghiera] per i viandanti e i passanti”;
3. Garantire vitto e alloggio per tre giorni per “quei Musulmani che vengono come ospiti”;
4. “Rispettare i Musulmani, alzarsi dai nostri sedili se decidono di sedersi al nostro posto” – sfumature alla Jim Crow [legge USA che regolava i rapporti tra bianchi e negri negli Stati del Sud dal 1876 al 1965; N.d.T.];
5. “Tagliare la parte anteriore della nostra capigliatura, indossare ovunque i nostri abiti tradizionali, allacciare cinture attorno ai nostri fianchi” – ciò per consentire ai Musulmani di riconoscere un non Musulmano ed evitare l'errore di salutarlo con As-salaamu aleikum, “La pace sia con te” che è il saluto di un Musulmano per un fratello Musulmano;
6. “Dare informazioni ai Musulmani ma evitare di disturbare la loro privacy nelle loro case”
.




Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Sunday 24 January 2010 - 15:46:30
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ISLAM e NAZISMO
RARE FOTO DI VOLONTARI (E LEADER NAZIONALISTI ARABI) MUSULMANI INQUADRATI NELLE SS e NELLA WEHRMACHT
(dal prossimo libro ISLAM e NAZISMO di Alberto Rosselli)
potete vederle qui: http://www.iostoconoriana.it/site/content.php?article.3072

Ricordiamo un precedente articolo scritto sempre da Alberto Rosselli sull'argomento, in attesa dell'uscita del prossimo libro:

Islam e Nazismo: relazioni pericolose


Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Sunday 01 November 2009 - 09:52:16
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Presentazione a Roma del libro "Con Oriana"
Vi segnaliamo che il 27 ottobre alle ore 18.30 a Palazzo Marino Sala Mercede (Roma) verrà presentato il libro "Con Oriana" scritto da Daniela Di Pace e Riccardo Mazzoni



Trovate la relativa recensione qui:
http://www.iostoconoriana.it/site/content.php?article.2949
Interverrà S.E. Monsignor Fisichella che ha scritto una breve prefazione di introduzione.


qui http://media01.vatiradio.va/podcast/00183033.MP3 potete ascoltare l'intervista radiofonica concessa da Daniela Di Pace a Radio Vaticana il 19 ottobre 2009 sulla figura di Oriana Fallaci.



Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Wednesday 21 October 2009 - 15:55:24
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Il Programma politico di chi ha vinto le elezioni
Lasciamo qui le parti programmatiche di chi ha vinto le elezioni relative alle tematiche che ci stanno particolarmente a cuore, quali terrorismo, immigrazione clandestina, rapporti con l'Islam, sicurezza del cittadino.

http://www.camelotdestraideale.it/index.php/2008/02/25/

Qui abbiamo estrapolato alcuni dei passaggi più significativi

Nel programma de Il popolo della Libertà troviamo scritto:

Sicurezza e legalità.

Terminare l’opera intrapresa nella legislatura 2001/2006, con il completamento della riforma dei codici e la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti, per attuare i seguenti punti:

a) Sicurezza sul territorio. Rafforzare la prevenzione dei cosiddetti “reati diffusi” (furto in appartamento, furto d’auto, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, etc.), che in realtà soprattutto per chi ha di meno sono grandi reati, attraverso una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e l’uso di strumenti tecnici di protezione (videocamere). Rilanciare la polizia di prossimità, i poliziotti e i carabinieri di quartiere per garantire, soprattutto nelle periferie delle arre urbane, la sicurezza nelle strade e la lotta al degrado metropolitano;

c) Incrementare la prevenzione nei confronti del terrorismo interno e internazionale. Individuare e contrastare gli aderenti alle cellule terroristiche presenti sul territorio italiano. Stretto controllo delle moschee collegate alla predicazione ultrafondamentalista;

d) Contrastare il terrorismo interno individuando le sacche residue di brigatismo e di anarco-insurrezionalismo. Tutelare l’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” (gli espropri proletari, l’aggressione alle forze dell’ordine e le devastazioni delle nostre città);

e) Rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, intensificando le politiche comuni europee e la collaborazione con i paesi di origine o di transito degli immigrati per bloccare i flussi incontrollati. Per le quote programmate di ingresso in Italia dare precedenza ai paesi che garantiscano la reciprocità dei diritti, che impediscono dal proprio territorio la partenza di clandestini e che accettano programmi comuni di formazione professionale prima delle partenze regolari verso l’Italia. Rafforzare e moltiplicare i Cpt (centri di permanenza temporanea) per l’identificazione e l’espulsione di clandestini. Eliminare le disposizioni del governo Prodi che hanno facilitato l’ingresso dei clandestini;

f) Per l’integrazione dell’immigrazione regolare, confermare il collegamento stabilito nella Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contrastare lo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Curare progetti di inserimento scolastico che puntino alla conoscenza della lingua italiana, della nostra cultura e delle nostre leggi fondamentali. Contrastare con forza ogni forma di sfruttamento dei minori e delle donne;

g) Contrastare nelle aree urbane ogni forma di insediamento abusivo di nomadi e in generale di persone senza fissa dimora. Allontanare tutti coloro che, anche se cittadini comunitari, siano privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza;

h) Unificazione in un unico testo di legge delle varie norme in favore delle vittime dei reati, in modo da evitare ogni discriminazione ed esclusione dai trattamenti risarcitori;

i) Garantire la certezza della pena, prevedendo che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta, escludendo sconti di pena per i recidivi e per coloro che hanno commesso reati di particolare gravità e allarme sociale. Per i reati minori prevedere pene alternative al carcere, quali i lavori socialmente utili, al fine del reinserimento sociale del condannato



Qui http://www.leganord.org/elezioni/2008/5punti/default.asp invece potete leggere le 5 risoluzioni che rappresentano le priorità della Lega Nord da cui vi estrapoliamo alcuni passaggi relativi all'immigrazione:

1)ampliare i poteri dei Sindaci affinché l’azione di contrasto all’immigrazione
clandestina sia quanto più effettiva e adeguata alle diverse realtà locali e sia
garantito un reale e capillare controllo del territorio;

2)riconoscere il potere di espulsione dei clandestini al Sindaco;

3) rendere più rigorosi i requisiti di ingresso per i cittadini extracomunitari,
subordinando il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno all’acquisizione
dei rilievi fotodattiloscopici dei richiedenti ed al superamento di un test di
conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni;

4) garantire la certezza della pena e potenziare il sistema carcerario, facendo
scontare agli stranieri le condanne nei loro Paesi d’origine;

5) prevedere che nelle moschee sia usata la lingua italiana;

6) consentire i ricongiungimenti familiari solo in seguito all’esito di un test del
DNA che accerti, in maniera inequivocabile, l’effettivo vincolo di parentela dei
soggetti richiedenti;

7) non concedere il diritto di voto ai cittadini extracomunitari per le elezioni
amministrative e politiche;

8) consentire l’acquisizione della cittadinanza solo a chi risiede
ininterrottamente in Italia da almeno dieci anni e abbia anche superato un
esame di conoscenza delle nostre lingue, culture e tradizioni, che attesti
l’effettiva integrazione del soggetto nella comunità ospitante;

9) vietare la celebrazione di matrimoni in assenza del permesso di soggiorno;


ORA CI ASPETTIAMO CHE VENGA REALIZZATO!

Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Thursday 10 January 2008 - 19:05:14
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Il Protocollo di Hérouxville
Un po’ di tempo fa, un grazioso paesino canadese, la municipalità di Hérouxville per la precisione,(http://municipalite.herouxville.qc.ca/) pubblicò quello che Noi abbiamo ribattezzato “Protocollo di Hérouxville”; in sostanza delle norme per facilitare l’integrazione di tutte quelle persone che avevano intenzione di stabilirsi proprio lì. In particolare volevano informare i nuovi arrivati che lo stile di vita che si erano lasciati alle spalle nel loro paese natale non poteva essere trasferito da loro e che avrebbero dovuto adattarsi alla loro nuova identità sociale.
Noi abbiamo tradotto il tutto e ve lo proponiamo.


Ordinanza del sindaco e dei 6 consiglieri di Hérouxville, eletti democraticamente.
Municipalità di Hérouxville

Le Norme.

Le nostre donne
Noi riteniamo che uomini e donne abbiano lo stesso valore. Ciò premesso noi crediamo
che una donna possa:guidare una macchina, votare, firmare assegni ballare, decidere per se stessa, esprimere le sue proprie idee, vestirsi come le garba rispettando naturalmente la decenza democratica, andare in giro da sola in luogo pubblico, studiare, avere un lavoro avere delle sue proprietà e qualunque altra cosa possa fare un uomo. Queste sono le nostre regole e il nostro modo di vivere.
Ma uccidere le donne in lapidazioni pubbliche o bruciarle vive non fa parte delle
nostre norme di vita.

I nostri bambini
Ci si aspetta che i nostri figli frequentino scuole pubbliche o private per assicurare
il loro sviluppo sociale ed aiutarli ad integrarsi nella nostra società. Nessuna forma
di violenza verso i bambini è accettabile.

Le nostre festività
Noi ascoltiamo musica, beviamo bevande alcooliche in luoghi pubblici o privati, anche
balliamo e alla fine di ogni anno decoriamo un albero con palle colorate, fili d'argento e luci. Tutto questo si chiama normalmente "decorazioni natalizie" o anche "albero di natale".Ci permette di rallegrarci nel rivivere il nostro retaggio nazionale. Questa non è necessariamente una festa religiosa.
Queste festività sono autorizzate in pubblico, nelle scuole, istituzioni e anche in privato.

Il nostro Servizio Sanitario
Nelle nostre case per anziani uomini e donne vengono curati da uomini e donne competenti. Facciamo notare che non esiste legge votata democraticamente che vieti che un uomo curi una donna o una donna curi un uomo.
Nei nostri ospedali, poliambulatori e dispensari medici donne possono curare uomini e donne, analogamente ai dottori maschi. Lo stesso principiosi applica per gli infermieri, pompieri e paramedici.
Questo personale competente non deve chiedere permesso per effettuare trasfusioni o qualunque altra cosa necessaria a salvare una vita.
Da tempo è concesso agli uomini di entrare in sala parto per assistere alla nascita dei loro figli. Sono stati con le loro mogli a corsi prenatali per aiutarle in questo compito.
Nei luoghi già menzionati vengono dati ai pazienti cibi tradizionali. C'è spesso musica in sottofondo. Ci sono settimanali o giornali a disposizione e ogni altro strumento multimediale che mostra il nostro spirito di comunità e il nostro modo di vivere.

La nostra educazione
Nelle nostre scuole uomini e donne, personale regolarmente abilitato, insegnano ai nostri figli.
Gli insegnanti maschi e femmine possono insegnare a ragazzi e ragazze senza alcuna discriminazione sessuale. Non devono vestirsi in maniera particolare per i loro compiti.
Nelle nostre scuole i ragazzi non possono portare nessuna arma vera o giocattolo,
simbolica o no. I ragazzi possono cantare fare sport o giochi di gruppo. Per promuovere il decoro ed evitare tutte le discriminazioni alcune scuole hanno adottato una divisa standard che viene fortemente consigliata.
Negli ultimi anni per evitare influenze o orientamenti religiosi non esistono luoghi
disponibili per la preghiera o altra forme rituali.
Inoltre in molte delle nostre scuole non è permesso pregare. Insegniamo molta scienza e poca religione.
Nei nostri edifici scolastici sia pubblici che privati generalmente alla fine dell'anno
potrete forse vedere "decorazioni natalizie" o "alberi di natale". I bambini potrebbero anche cantare "canzoncine natalizie", se lo desiderano.
Molte delle nostre scuole hanno delle mense che servono cibi tradizionali. Gli studenti possono decidere di mangiare altrove.
Nelle nostre scuole è insegnata la storia del Quebec. Ci sono anche lezioni di biologia.

I nostri sport e gli svaghi
Da lunghissimo tempo ragazzi e ragazze hanno fatto gli stessi giochi e spesso insieme.
Per esempio, se voi veniste a casa mia noi potremmo mandare i ragazzi a nuotare
insieme in piscina; non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Potreste vedere uomini e donne sciare insieme sulla stessa collina nello stesso tempo; non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Vedreste anche uomini e donne giocare insieme a hockey; non sorprendetevi
di quello che per noi è normale.
Nelle nostre piscine pubbliche abbiamo bagnini sia maschi che femmine per la nostra sicurezza, per proteggerci da un eventuale annegamento. Non sorprendetevi di quello che per noi è normale.
Tutte le leggi in essere che permettono queste cose hanno seguito un processo
democratico. Dovreste apprezzare questo nuovo stile di vita e condividere le nostre
abitudini e i nostri costumi.

La nostra sicurezza
Il nostro immenso territorio è controllato da poliziotti maschi e femmine della
"Surete du Quebec". Essi hanno sempre potuto interrogare, consigliare, contestare
o comminare multe a uomini e donne.
Non si può nascondere il proprio viso poichè deve essere [sempre] possibile indentificarvi in pubblico.
L'unica volta che ci si può mascherare o coprire il viso è durante Halloween.
Questa è una abitudine religiosa tradizionale alla fine di ottobre che celebra il giorno di Ognissanti, in cui i bambini si travestono e vanno di porta in porta a chiedere caramelle e offerte.
Tutti noi accettiamo di venire fotografati e che la foto venga collocata sulla nostra patente, scheda sanitaria e passaporto. Un effetto della democrazia.

Il nostro posto di lavoro
Gli impiegati devono rispettare le leggi governative che riguardano le condizioni di
lavoro. Queste leggi includono giornate di ferie ben note e accettate in anticipo
da tutti gli impiegati. Queste condizioni di lavoro sono negoziate democraticamente
e una volta accettate vengono rispettate dalle controparti. Nessuna legge o condizione lavorativa impone al datore di lavoro di fornire un posto per la preghiera o il tempo per queste attività durante l'orario di lavoro. Vedrete anche uomini e donne lavorare fianco a fianco. Portiamo, se richiesto dalla legge, elmetti di sicurezza nei luoghi di lavoro.

I nostri affari
I nostri affari sono governati da leggi municipali, provinciali e federali. Nel lavoro
uomini e donne lavorano insieme e servono la clientela sia che siano uomini o donne.
I prodotti venduti possono essere di qualsiasi tipo. Per esempio gli alimentari devono essere approvati da diversi enti governativi prima di poterli offrire al pubblico.
Si può osservare nello stesso negozio diversi tipi di carne, per esempio bue, pollo maiale e agnello.
Altri negozi offrono alla loro clientela la sede e il materiale per una palestra.
Questi ambienti hanno finestre così da consentire ai clienti di guardare fuori mentre
fanno esercizio. I clienti sono uomini e donne vestiti nel modo giusto per fare sport.

Le nostre famiglie
Vi renderete conto che entrambi i genitori provvedono ai bisogni dei bambini e che entrambi condividono la stessa autorità. I genitori possono appartenere alla stessa razza oppure no, venire dallo stesso paese oppure no, avere la stessa religione o no, anche essere dello stesso sesso o no.
Se un ragazzo o una ragazza vuole sposarsi essi possono, anzi hanno la libertà di scegliere chi sarà il coniuge. Il processo democratico si applica per assicurare tutte le libertà di scelta a tutti.
Nelle nostre famiglie ragazzi e ragazze mangiano insieme alla stessa mensa e mangiano lo stesso cibo. Possono mangiare ogni tipo di carne, verdura o frutta. Non si nutrono solo carne o solo verdura: possono mangiare entrambi contemporaneamente per tutto l'anno.

Altri punti
Potete anche vedere delle croci [in luogo pubblico] che ci ricordano il nostro passato. Fanno parte integrante del nostro patrimonio storico e come tali devono essere considerate.
Pubblicare tutte le leggi e le norme del Municipio di Hérouxville sarebbe un compito noioso.
Le norme qui pubblicate sono solo un esempio. I nuovi venuti in questa regione possono confrontarsi così con noi prima di decidere di stabilirsi qui.
Certamente, in quanto siamo stati eletti [ dal popolo] daremo ai nuovi venuti la sicurezza che le situazioni da cui sono fuggiti nel loro paese non succederanno nella nostra area.
Di conseguenza la tranquillità con cui viviamo sarà sempre in essere.
Deve essere ben chiaro che ogni persona o persone, gruppi legali o no che vorranno
modificare le nostre abitudini o costumi non potranno farli senza sottostare ad un
referendum che segua tutte le leggi in essere nelle nostre città o municipalità.
Questi referendum saranno tenuti a spese del richiedente (o dei richiedenti).

Firmato congiuntamente dal sindaco e 6 consiglieri di Hérouxville, tutti eletti
Democraticamente



Noi crediamo che tale “protocollo” contenga una colossale dose di buon senso e, debitamente adattato alle realtà italiane, potrebbe essere adottato anche dai nostri Comuni.

Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Monday 17 December 2007 - 21:24:12
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Le "Ragioni" di I.S.C.O. (Io Sto Con Oriana)
Stimolati a farlo da alcuni nostri lettori ecco, in sintesi, il nostro punto di vista sulla questione “Islam”. Pur senza nominarla mai, l’influenza del pensiero di Oriana Fallaci è evidente, senza di Lei il nostro livello di consapevolezza sulla questione non sarebbe mai arrivato a tanto!

1. ISCO nasce innanzitutto non per essere contro qualcosa o qualcuno, ma a favore della nostra cultura e identità Occidentale. Detto ciò, non possiamo fare a meno di vedere come sia in atto, in Italia e in Europa, un’invasione islamica. Questa non è solo un’opinione, è una constatazione, i fatti sono lì a dimostrarlo, i fiumi di parole sulla “rinascita dell’Islam” sono lì a dimostrarlo, le bombe sono lì a dimostrarlo, il proliferare di moschee e di centri culturali islamici sono lì a dimostrarlo, il numero sempre crescente di richieste da parte delle comunità islamiche (talvolta poste in modo arrogante) è lì a dimostrarlo, il numero di immigrati islamici che aumenta esponenzialmente è lì a dimostrarlo. L’obiettivo più o meno dichiarato è quello di trasformarci in Eurabia, di fare dell’Europa una terra islamica e chi non vede questo pericolo è miope o in malafede.

2. Noi prendiamo atto che, allo stato attuale, non esiste un “Islam moderato”, esistono musulmani moderati, ma questa è un’altra cosa. Un conto è la posizione del singolo, un’altra la posizione “istituzionalizzata”. Inoltre ci chiediamo: cosa significa l’espressione “Islam moderato”? Che non mette le bombe? Basta dunque soltanto questo per meritarsi l’appellativo di moderato? E’ moderato un islamico che segrega la moglie, che la obbliga a portare il burkah o il velo, che la picchia o giustifica chi lo fa o magari ne tiene più d’una ? E’ moderato un islamico che prima di tutto ubbidisce al Corano e poi, forse, alle nostre leggi, basta che non siano in contrasto con la sua fede? E’ moderato un islamico che non denuncerebbe mai un altro islamico anche se sapesse che è colpevole di atti terroristici? E’ moderato un islamico che non riconosce a se stesso e ad un altro la possibilità di uscire dall’islam, di cambiare religione o di diventare ateo? E’ moderato un islamico che considera un reato l’apostasia? E’ moderato un islamico che non discrimina tra ciò che è peccato e ciò che è reato? E quanto è moderato l’Islam istituzionale, quello che conta, quello delle moschee, quello degli imam che spesso predicano odio, quello che non condanna mai in modo chiaro il terrorismo islamico? Temiamo che “l’Islam moderato” sia una categoria concettuale (vuota) puramente occidentale o che, in modo davvero paradossale, proprio noi finiamo per dare più spazio a chi di moderato non ha nulla a scapito di chi, magari timidamente, tenta di far sentire la sua voce.

3. Noi crediamo che in Europa sia sotto gli occhi di tutti il fallimento del “multiculturalismo” inteso come diritto di identità irriducibile di tutte le comunità, come relativismo assoluto, come ideologica affermazione che tutte le culture sono uguali, incomparabili, ingiudicabili. Vogliamo lasciare che nascano ghetti d’illegalità, d’intolleranza, d’odio? Che si crei uno stato dentro uno stato? Inizialmente a macchia di leopardo, ma poi magari basato su territori sempre più ampi? Il riconoscimento acritico della cultura altra, il multiculturalismo esasperato elevato ad ideologia può trasformarsi facilmente in una bancarotta morale, in passività. Il multiculturalismo non può diventare un asettico contenitore di legalità multiple, non può ispirarsi solo al “quieto vivere”, non può accontentarsi della semplice tolleranza, non può renderci ciechi, sordi, muti.

4. Noi riteniamo che l’Occidente, l’Europa, abbia il diritto all’auto difesa dagli attacchi terroristici, ma soprattutto abbia diritto ad una difesa culturale che salvaguardi la sua identità. Paradossalmente siamo molto più preoccupati dell’invasione culturale e religiosa lenta e strisciante che non degli attentati passati e - temiamo – futuri.

5. Noi siamo convinti che sia stato un grosso errore non riconoscere nella Costituzione Europea le radici Cristiane; il Cristianesimo è stato, dal punto di vista sociologico, la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto. Nessun’altra regge al confronto. Rispetto a lei tutte sembrano limitate. Senza il Cristianesimo ci saremmo scordati del Rinascimento e dell’Illuminismo; senza il Cristianesimo niente Rivoluzione francese, niente socialismo, niente liberalismo. Il Cristianesimo a cui facciamo riferimento è quello che ci appare come una maestosa scommessa che l’uomo fa con sé stesso, non tanto quello talvolta travisato o distorto dalla Chiesa cattolica o dalle Chiese protestanti, è il Cristianesimo che non corrisponde necessariamente a quanto afferma la Religione cristiana, nelle sua varie accezioni, Cattolica o Riformata o quant’altro. Neppure acconsentiamo a quel cristianesimo mal digerito e spesso utilizzato a rovescio di chi pretendeva di chiudere i cristiani in un bunker, chiuderne la porta e gettarne la chiave. Invece è quel Cristianesimo che crea punti di comprensione reciproca e di condivisione di obiettivi tra il credente, l’agnostico e l’ateo, quello che va oltre la metafisica e parla a tutti dell’uomo, di un’etica condivisibile, di un solidarismo responsabile. E di quell’uomo ne rivendica la coscienza, il libero arbitrio, la responsabilità, il destino. E’ il Cristianesimo che fa un elogio alla ragione, e quindi alla possibilità di scegliere e dove la scelta è consentita lì v’è libertà. Qui stanno i nostri principi, qui sta la nostra civiltà.

6. Noi proponiamo che si debba porre con forza la questione della reciprocità; non è più tollerabile tollerare gli intolleranti, non è più tollerabile l’uso strumentale che viene fatto delle nostre leggi liberali e democratiche, non è più tollerabile concedere tutto senza chiedere nulla in cambio. Ma allora, nel concreto, cosa occorrerebbe fare per dare sostanza al termine “reciprocità”? Innanzitutto esigere che gli stati occidentali chiedano:

distinzione tra religione e stato
pari dignità per uomini e donne, a qualsiasi livello
libertà di culto per tutti nei paesi mussulmani
libertà di conversione dall'Islam ad altre religioni
libertà di costruire edifici di culto non islamici
libertà di dire, stampare, insegnare altre visioni della realtà da quella islamica
libere elezioni e libera dialettica democratica

7. Noi siamo dell’idea che, se davvero si vuole costruire una società di pace, l’islam debba smettere di prevaricare, debba accettare le conversioni come frutto di convinzione personale e non di pressioni e intimidazioni, debba accettare il confronto fatto con la forza delle argomentazioni e non con le minacce, debba lascare liberi i suoi fedeli di cambiare religione o di diventare atei, debba cancellare il reato di apostasia (un abominio nel terzo millennio), debba accettare una visione laica del mondo separando fede e politica, debba compiere lo sforzo di leggere i suoi libri sacri in chiave interpretativa e non letterale, debba accettare la piena parità tra uomo e donna. Fino a che ciò non accadrà l’islam resterà un problema (esiste un problema Buddismo? O Taoismo? O Cristianesimo? ). Noi, l’Europa, l’Occidente, dobbiamo aiutare questo processo senza debolezze o tentennamenti.

8. Noi constatiamo che, piaccia o non piaccia, è in atto uno scontro di civiltà, (usate pure altri termini linguistici se vi pare, ma la sostanza non muta) scontro che certamente va ricomposto il prima possibile e nel modo migliore. Il primo passo per fare questo però sta nel non avere paura ad ammetterlo, negarlo, rimuoverlo non aiuta, anzi rende il processo di ricomposizione più lungo e difficile, ci lascia in un pantano d’immobilismo e di fraintendimenti paralizzanti. La psicanalisi ci ha insegnato che per poter risolvere un problema occorre prima di tutto ammettere di avere un problema, se non lo ammettiamo a noi stessi non ne usciremo mai. D’altra parte la storia dell’Umanità è storia di contrasti e opposizioni, fa parte della categoria più pesante che domina il mondo, (e la filosofia questo la sa bene) ovvero il “divenire”.

9. Noi temiamo che l’Occidente, quello dei popoli che condividono gli stessi princìpi, valori, ideali, impegni religiosi stia attraversando un profondo periodo di crisi d’identità; per secoli ha coltivato la convinzione che la verità, la libertà, la democrazia, la tolleranza, il rispetto, la compassione, e molti altri valori collegati, fossero stati forgiati in un posto ma validi in tutti i posti. È da questa convinzione che sono nate le Carte, le Convenzioni, le Dichiarazioni sui diritti umani, che appunto si dicono universali, ad esempio quella delle Nazioni Unite. Oggi l'universalismo è entrato in crisi ed è stato rimpiazzato dal suo estremo opposto, il relativismo, una dottrina secondo la quale le tradizioni, le culture, le civiltà, sono sistemi autonomi e chiusi, ciascuna con propri criteri di valore e con proprie procedure di validazione. Ma se ci manca un credo, una fede, un legame spirituale, non potremo giustificare tutti quei nobili valori - la libertà, la democrazia, la tolleranza, il rispetto, la fratellanza, eccetera - che pure noi stessi professiamo e non potremo neppure proporli come esempio ad altri, visto che non ci crediamo neppure noi. Se smarriamo la nostra identità non potremo rispettarla e difenderla e neppure confrontarci con nessuno o intrattenere un dialogo con alcuno se, in partenza, sosteniamo che non c'è nessuna verità da affermare, nessun valore da preferire, nessun principio che valga la pena essere difeso.

10. Noi crediamo che l’Islam, alla fine, non prevarrà semplicemente perché, se rimane ciò che è ora, è contro Ragione, è contro l’innato senso dell’uomo di progredire e di andare avanti, è contro ogni logica, è uno stagno e alla fine uno stagno non può competere con l’oceano. Noi auspichiamo, speriamo, che alla lunga l’Islam perderà il confronto con l’occidente, imploderà, si frantumerà e diventerà una religione come le altre. Siamo ottimisti quindi? Nell’immediato no, ma nel futuro sì, non c’è alternativa, occorre esserlo per forza. Più l’Islam entrerà in commistione con l’Occidente più la sua forza diminuirà, verrà “contaminato”, criticato dall’interno, messo in discussione dagli stessi musulmani, dalle donne innanzitutto. La Storia ha un andamento ciclico, spesso fa strani giri, ma non torna mai indietro fino in fondo. Certo non possiamo pensare che tutto accada magicamente, dobbiamo metterci del nostro. Quello che ci domandiamo e che ci angustia è: quanto dovremo ancora pagare?

Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Tuesday 14 November 2006 - 12:12:06
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Messaggi di cordoglio per Oriana da parte dei nostri lettori
All'interno della nuova sezione Arrivederci Oriana, riportiamo i messaggi che riceviamo in redazione di ora in ora. Per questioni tecniche, vengono compattati in più articoli.

Ringraziamo tutti i lettori! Fatevi sentire numerosi!

Category: IoStoConOriana.it Posted by: La Redazione on Friday 15 September 2006 - 23:16:22
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